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Beijing, la capitale del Nord

…Atterriamo all’aeroporto Beijing Capital alle 9 di mattina; il sole è coperto da una fastidiosa nebbiolina, e lo sarà per tutta la vacanza.
Siamo in fila, al controllo passaporti. La burocrazia cinese è implacabile, la fila è lunga e scorre lenta ed ordinata verso il bancone al quale siede un imperturbabile poliziotto che con fare calmo ed attento controlla i passaporti. È il nostro turno, passo indenne ed il doganiere mi pare pure simpatico; tocca a Paola, vedo il suo viso cambiare espressione, non capisce. La lascia passare, mi raggiunge e mi spiega che le ha chiesto se era cinese. A guardarla bene ha dei leggeri lineamenti orientali, ma scambiarla per una di loro……boh!?
Siamo accompagnati all’Hotel China Colour in Guang An Men Nan Dajie - sulla seconda circonvallazione - da una guida del CITS (China International Tourist Service), la quale ci chiede se siamo intenzionati a fare qualche escursione in particolare. Le diciamo che c’interessano la Grande Muraglia di Badaling e le Tombe Ming, ma sentito il prezzo - 1.100Y, circa 300.000 lire - ci pare una fregatura e così, per prendere tempo, le promettiamo che le faremo sapere.
L’albergo non è di quelli frequentati dai turisti stranieri, infatti, Paola ed io siamo gli unici occidentali; in ogni caso è decoroso e costa poco rispetto ad altri. L’hotel ospita esclusivamente cinesi, per lo più a Pechino per lavoro, e sebbene il personale parli pochissimo l’inglese riusciamo ugualmente a farci capire con qualche parola cinese, qualcuna d’inglese ed anche a gesti. Mitiche le nostre “conversazioni” per chiedere lo zucchero per il tè.
Dopo una breve pennichella prendiamo un taxi. I tassisti, al contrario di quello che dicono le guide – Lonely Planet E.D.T. in testa – azionano sempre il tassametro e sono pure economici: per andare in Piazza Tian’anmen paghiamo sempre sui 20Y, circa 5.400 lire.
Scivoliamo veloci lungo le strade invase da migliaia di biciclette, in pochi minuti siamo al Tempio del Cielo, una delle attrazioni principali di Pechino. Fu costruito nel 1420 per ordine dell’imperatore Yong Le - il vero architetto della città - ed è il luogo ove i sovrani delle dinastie Ming e Qing si recavano due volte all’anno – al solstizio d’estate ed a quello d’inverno - per ringraziare il Cielo.
Entriamo dalla porta settentrionale, di fronte a noi il Palazzo della Preghiera per un Buon Raccolto, in mezzo la Sala della Preghiera per un Buon Raccolto ricoperta da 50.000 tegole azzurre; al suo interno, su un enorme piatto di marmo bianco, erano poste le offerte per il Cielo.
Attraversiamo il Ponte della Scala Rossa fino alla Volta Celeste Imperiale, circondata dal Muro dell’Eco. Verifichiamo se ciò che abbiamo letto sulla guida è vero: sporgendosi verso il muro circolare ad una distanza di 30 metri l’uno dall’altra proviamo a parlare e, in un sottofondo di voci cinesi, riusciamo a sentirci. Le nostre parole sembrano “fuoriuscire” dalle mattonelle…

Tratto dal racconto di Viaggio in Cina di Fabio


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