Ricordi di Viaggio a Mauritius
Il clima di Mauritius si può dividere in due aeree geografiche, quella a Nord ed Ovest caratterizzata da un buon clima “relativamente” secco durante i mesi da Maggio ad Ottobre e quella a Sud ed Est generalmente più piovosa ( dove ci sono gli hotel più famosi perchè vicini all’ isola dei Cervi). Il periodo afoso che va da da Dicembre ad Aprile è caratterizzato da monsoni con cicloni nei mesi di Gennaio e Febbraio. L’isola, come si può notare anche dal colore verde delle aree non coltivate a canna da zucchero per la verità poche !), è soggetta a sporadiche piogge anche durante i periodi “buoni”.
+ 3 ore rispetto l’Italia (+ 2 durante l’ora legale)
La popolazione è un crogiuolo di razze in convivenza apparentemente pacifica. In realtà i singoli gruppi etnici vivono distaccati l’uno dall’altro senza una reciproca integrazione con i problemi che ne conseguono.
La maggioranza della popolazione è indiana (60 %), la restante è creola, araba, cinese, francese, etc.
Anche le lingue parlate sono tante: tutti conoscono almeno l’inglese (ufficiale), il creolo (quindi anche il francese , più la lingua del gruppo di appartenenza.
E’ segnalata nelle zone rurali lontane dal turismo un debole rischio di malaria nella forma benigna (Plasmodium vivax).
Le strutture ospedaliere sono buone.
Mauritius si raggiunge dall’Italia con un volo diretto di circa 11 ore oppure dalle Seychelles (ottimo complemento) in due ore e mezzo.
Immaginate una grande isola verde tappezzata di canna da zucchero disseminata da piccoli borghi dove gente di tutti i colori si affanna nelle proprie faccende quotidiane. Immaginate di prendere un vecchio autobus “Tata” di linea fumoso e rumoroso e guardare fuori del finestrino e vedere scorrere tra una casa e l’altra shivalas Indù, chiese cristiane, templi buddhisti, moschee musulmane, koulls Tamil e negozietti di ogni tipo : questa è Mauritius.
Mauritius è molto diversa da quella che immaginavo fosse, riferendomi ai semplici depliants o spot televisivi. E’ un’isola tropicale che secondo me ha poco di tropicale ( mi riferisco alle tipiche incontaminate spiagge bianche orlate di palme ) tranne in quei luoghi dove questa “tropicalità” è stata portata artificialmente ( gli hotel più blasonati ).
Fanno eccezione le sabbie bianche dell’ Isola dei Cervi che purtroppo per questo è diventata meta di un turismo di massa “mordi e fuggi” che l’hanno resa affollata e super-turistica…ma ne parlerò più avanti.
Per questo ed altri motivi personalmente mi sento di consigliare Mauritius solo ai viaggiatori più esperti e quindi più attenti agli aspetti etnico-popolari e non a chi decide di avvicinarsi per la prima volta ad una “esperienza tropicale” ( pena: la delusione ), decisamente più “tipica” nelle altre isole dell’Oceano Indiano come le Seychelles o le Maldive.
Il nostro viaggio verso Mauritius iniziò il 17 Agosto 1999 come continuazione di una vacanza che era iniziata una settimana prima nelle Seychelles. Il volo Air Seychelles HM055 ci portò in due ore e mezzo da Mahè all’aeroporto internazionale di Sir Seewoosagur, nella parte sud-est dell’isola a due ore di auto dalla capitale Port Louis…(continua)
Tratto dal racconto di Viaggio a Mauritius di Stefano Ruffini
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