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Viaggio nel Paese dei Sorrisi

…Ovunque mi giravo vedevo persone mangiare soprattutto riso nelle “buste da passeggio”, una sorta di bustine trasparenti di plastica dove veniva messo di tutto, persino l’ aranciata o la coca-cola sfusa…dopo aver annodato il tutto e fatta sporgere una bella cannuccia ! ( scoprii più tardi la comodità dell’invenzione ! )

 Mi spiegò un thailandese che loro non usavano cucinare in casa perchè la cucina Thai era così elaborata ( tanti tipi di verdure, spezie ed altri ingredienti per piccole porzioni o singole ricette ) da diventare difficile il possedere tanti sapori senza farli andare a male e poi l’acquisto di tutti poteva risultare costoso o ingombrante, quindi tutti, intere famigliole comprese, preferivano ( ed era pure economicamente conveniente ) mangiare fuori, sia il giorno, che la sera tornati da lavoro, magari al volo o comodamente seduti…sotto casa. Ecco spiegato il fiorire di tanta attività culinaria nelle vie cittadine ! ( e non solo ). Accanto queste attività ce ne erano delle altre come calzolai, sarti, meccanici,etc, tutti ambulanti…Muoversi a Bangkok fu facile: taxi a buon mercato ( prezzo fisso con tassametro ) ed i Tuk-Tuk ( prezzo da contrattare prima ! ) : questi ultimi sono il mezzo più famoso thailandese ( e non solo ); sono formati da un’ Ape a 3 ruote super-arricchita da disegni, fregi, cromature e modificatissima. La sera poi, sono veri e propri “alberi di Natale” piene di luci accompagnate dall’inconfondibile rombo del loro motore ( assordante ! ). L’unica parola in thailandese che dovetti imparare fu “bau-bau” ( come il verso del cane ) che vuol dire “più piano, più piano !” Mi capitò infatti di fare un giro su uno di questi simpatici mezzi e di scoprire che quando un guidatore si incontrava con altri colleghi lungo la strada era solito ingaggiare una gara di velocità ( con i clienti a bordo ! ), il tutto con il solito stereone di qualche incredibilione di watt r.m.s. indistorti per canale che nel mio caso suonava una spettinante ” made in Japan ” dei Deep Purple !

Consiglio: quando si prende un mezzo, l’importante è farsi vedere decisi con l’idee ben precise su dove andare per non ritrovarsi in un negozio di souvenirs dove l’autista prende la percentuale oppure in uno squallido bordello/locale a luci rosse di periferia ! dove ti “spennano” per bene !
Ma il bello venne di notte ! Prenotammo una tipica serata: “cena Thai con danze” e ci vennero a prendere con un auto in albergo per andare a mangiare al Baan Thai Rost, un meraviglioso ed elegante ristorante che sorgeva al centro di un quartiere periferico molto povero ( baracche ). Per fortuna in Thailandia non vale quasi mai l’equazione povertà=delinquenza poichè anche la persona apparentemente più povera ha generalmente un lavoro ( anche se spesso modesto ) e non ha problemi di mangiare ( bene ), quindi è raro vedere un mendicante e nessuno chiede l’elemosina o è particolarmente insistente nel volerti vendere un oggetto ( neanche presso le bancarelle…tutto l’inverso di come ero abituato per esempio nello Sri Lanka ! )

La filosofia serena thailandese e l’insegnamento altamente tollerante e calmo buddhista ( che dono tutt’uno ! ) completa il buon quadro sociale per niente degradante !.. si dice infatti che è quasi impossibile far arrabbiare un thailandese…stress della metropoli a parte ! , d’altronde è “il paese dei sorrisi“, e con un “sanuk” ( sorriso, divertimento, buon umore ) sarete sempre accolti !!!

Tratto dal racconto di Viaggio in Thailandia di Stefano


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