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Racconto Isole Vergini

USVI o BVI … QUESTO E’ IL PROBLEMA !
(Frisco & Chicago +) BVI e USVI

Racconto Isole Vergini

Come ogni anno ci ritroviamo a dover decidere dove andare in vacanza (essi’ me ne rendo conto, e’ proprio una brutta gatta da pelare !!!). Di solito per le vacanze estive il mio cervellino inizia a pensare per tempo alle mete papabili e all’organizzazione del viaggio ma questa volta per motivi famigliari fino all’ultimo non sapevamo se saremmo andati in ferie e tantomeno dove.
Fortunatamente le cose si sono risolte e quindi, sebbene con poco tempo a disposizione, ci siamo messi subito sotto con la pianificazione.
Del viaggio che saremmo andati a fare avevamo solo due certezze e cioe’ che avremmo fatto uno stop a San Francisco per andare a trovare i miei parenti e uno a Chicago per far visita a mia sorella. Tutto il resto era ancora nella nebbia ma alla fine e’ scattata la scintilla e tra le varie mete da noi ancora inesplorate abbiamo scelto di fare tappa alle Isole Vergini. Vi starete chiedendo quali delle tante e soprattutto se abbiamo optato x le Britanniche o le Americane … beh la risposta e’ semplice, xche’ dover scegliere tra i due arcipelaghi quando si possono vedere entrambi ?!?! Ok, qualche isola l’abbiamo dovuta trascurare per ovvi motivi di tempo ma dal momento che eravamo rimasti folgorati dalla bellezza dei luoghi sia delle BVI che delle USVI abbiamo deciso di scegliere tra tutte le isole quelle che ci ispiravano maggiormente e che ci “acchiappavano” di piu’ e cosi’ abbiamo iniziato a mettere su carta quello che ci era balenato in testa. Un’occhiata ai voli x infilarci tutti gli stop che ci interessavano e un’occhiata al timetable dei ferry per far incastrare i vari spostamenti tra le isole … et voila’, il gioco e’ fatto ed il viaggio pianificato !!
Rimaneva solo il discorso pernottamento da organizzare ma con l’aiuto di internet ormai questa fase e’ diventata una passeggiata. La parte piu’ difficile e’ decidere dove andare, una volta scelto quello tutto il resto e’ discesa ! Bisogna solo armarsi di pazienza e di un po’ di intraprendenza e poi si puo’ iniziare il conto alla rovescia !
-3 … -2 … -1 … e senza nemmeno accorgercene ci ritroviamo sull’aereo che ci porta a San Francisco (in effetti ripensandoci abbiamo pensato il tutto in meno di 1 mese che non e’ poi cosi’ tanto tempo, x forza che e’ volato !).
All’arrivo troviamo ad attenderci i nostri parenti che sono felicissimi di vederci e ci danno il benvenuto (o forse dovrei dire bentornato visto che ormai siamo di casa ?!) con una stuzzicante cena BBQ in stile cowboy con tutta la famiglia !!
I giorni trascorsi assieme a loro sono stati come al solito molto rilassanti ma allo stesso tempo ricchi di emozioni. Noi adoriamo andarli a trovare xche’ ci fanno sempre sentire a casa e per pochi giorni si sentiamo “americani” pure noi dal momento che invece di fare i turisti e voler vedere il piu’ possibile ci limitiamo a stare in famiglia e a vivere un po’ di loro vita quotidiana.
Siamo andati qualche giorno nella loro casa di campagna vicino allo Yosemite, abbiamo fatto qualche giro sulle montagne russe del Great America con i bambini (ma non si capiva se i bambini erano loro oppure noi !), abbiamo visitato la Winchester Mistery House e abbiamo fatto le solite normali cose come andare a fare la spesa o dall’estetista a farsi le unghie (ok forse questo non e’ proprio normale routine) !!
Inutile dire che quando ce ne andiamo e’ sempre una tristezza e in perfetto stile Carramba ci riportano in aeroporto con le lacrime agli occhi !
Lasciamo la California per trasferirci in Illinois dove mia sorella e Andy assonnatissimi (sono rientrati la mattina stessa dalle Hawaii !) vengono a recuperarci all’aeroporto.
Chicago e’ davvero una bella citta’ che ti affascina con le sue moderne costruzioni e ti stupisce con la sua spiaggia affacciata sul lago Michigan a soli due passi dal centro. E’ una metropoli dove il verde e i grattacieli sono in perfetta armonia tra loro e ci piace da subito. La percorriamo in lungo e in largo per vedere almeno le cose principali visto che in teoria saremmo qua per passare del tempo con mia sorella e non per trascorrere tutto il nostro tempo a zonzo ! Riusciamo ad averne un assaggio soddisfacente ma allo stesso tempo ad un ritmo rilassante il che non guasta mai !
Ma la settimana vola e siamo di nuovo in aeroporto.
Arriviamo a St. Thomas di sera e come da istruzioni dateci dal B&B Galleon House cerchiamo un taxi che ci porti alla pensione. E’ tutto come previsto: camera piccolina ma accogliente, prezzo piu’ che abbordabile, posizione tattica a due passi da Main Street e con qualcosa in piu’ … il wi fi gratis che non pensavamo di trovare !
Il giorno successivo partiamo alla scoperta dell’isola percorrendo tutta la parte storica … i 99 scalini, l’hotel 1829, il castello di Barbanera, forte Christian ecc ecc.
Non appena scendiamo verso Main Street ci rendiamo subito conto che qui il business principale e’ dettato dalle navi da crociera che ogni giorno attraccano al porto di Charlotte Amelie. Persino gli orari dei negozi sono regolati dall’arrivo delle navi da crociera ed e’ incredibile notare che non appena le navi se ne vanno tutto sembra cosi’ deserto e silenzioso mentre quando le navi sono in porto Charlotte Amelie e’ tutta un movimento.
Ci facciamo il solito giretto perlustrativo nei vari negozietti e per concludere la giornata ci facciamo portare a Coki Beach per assaporare le ultime ore di sole e far riposare i nostri piedi che hanno camminato tutto il tempo…(continua)

Racconto di Pamela Onesti - Concorso Viaggi


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2 Responses to “Racconto Isole Vergini”

  1. Coki Beach non mi e’ piaciuta per niente. Ok il mare e’ bello ma e’ grossa come un fazzoletto ed e’ affollatissima.
    Il giorno successivo siamo pronti per continuare il nostro tour. Contrattiamo il prezzo con un taxista e ci mettiamo d’accordo per farci portare al Mountain Top (facendo pero’ sosta con foto di rito al Drake’s seat). Ci gustiamo il famoso Banana Daiquiri godendoci la vista mozzafiato su St. John e Jost Van Dyke che visiteremo in seguito.
    Dopodiché passiamo il resto della giornata a crogiolarci sulla splendida Magens Bay che si puo’ dire e’ assolutamente all’altezza della sua reputazione.
    Dal momento che le Isole Vergini le abbiamo scelte fondamentalmente per lo splendido mare che le circonda, abbiamo deciso di trascurare St. Thomas x dedicare piu’ tempo a St. John quindi dopo soli 2 giorni saliamo sul ferry che ci porta appunto nella mitica St. John da tutti descritta come il paradiso a stelle e strisce !
    In teoria al nostro arrivo (di mattina presto) avremmo dovuto trovare ad aspettarci quelli della Courtesy Car Rental in quanto avevamo effettuato il noleggio auto dall’Italia ma probabilmente non sono cosi’ mattinieri e visto che non viene ad accoglierci nessuno ci dirigiamo a piedi direttamente nel loro ufficio che e’ ancora chiuso !!!
    Dopo pochi minuti arriva l’incaricato e dopo aver sbrigato tutte le formalita’ possiamo finalmente prendere possesso della nostra mitica Suzuki Vitara che ci terra’ compagnia in questi 4 giorni di esplorazione. La cosa che mi incuriosisce di piu’ al momento del noleggio e’ che si raccomandano di riportarla pulita e in particolare senza sabbia cosa un po’ difficile visto che St. John e’ rinomata appunto x le bellissime spiagge !!! Ma vabbe’ …
    Carichiamo i bagagli e ci mettiamo in marcia per raggiungere l’Harmony Studios dove abbiamo prenotato il nostro soggiorno. Questo eco-resort si affaccia su Maho beach e siccome e’ presto x il check-in senza farcelo dire due volte ci fiondiamo subito in spiaggia !
    Non c’e’ praticamente nessuno quindi ci rilassiamo sui nostri asciugamani e ci scappa pure un pisolino. La temperatura e’ ideale, c’e’ il sole ma non brucia e l’acqua e’ della temperatura giusta x fare la “puccetta” come piace a noi. Difatti trascorriamo un sacco di tempo a mollo ad ammirare i piccoli pesci che ci girano intorno e ogni tanto ci mordicchiano pure i piedi. Ad un certo punto un pesce e’ persino saltato sulla spalla di mio marito !!!
    L’ora di pranzo arriva che nemmeno ce ne accorgiamo e dopo uno spuntino veloce ci dirigiamo alla reception x il check in. Prendiamo possesso del nostro bungalow che si trova in cima alla collina ed e’ raggiungibile in auto. E’ spazioso ed ha una bella vista sul mare. Prima di prenotare avevo sentito diversi pareri riguardo a questa struttura. Tanti lo sconsigliavano x il fatto che per scendere in spiaggia si devono fare molti scalini, altri xche’ essendo costruito in pieno rispetto ecologico e’ abbastanza basico … x noi la scelta e’ stata azzeccata in quanto abbiamo trovato esattamente cosa cercavamo. Il bungalow e’ fornito di cucina e questo ci ha permesso di cucinare i nostri pasti e risparmiare quindi qualche soldino. In piu’ St. John offre moltissime spiagge e cambiandone praticamente una al giorno non abbiamo affrontato il problema “scalini” x scendere nella spiaggia del resort. C’e’ anche un piccolo supermercato interno utile per le emergenze, quindi direi che piu’ di cosi’ non potevamo volere.
    Certo, se si e’ intenzionati a fare un po’ di vita notturna (ammesso che cosi’ si possa chiamare visto che comunque l’isola non offre molto intrattenimento) allora forse e’ meglio soggiornare a Cruz Bay dove si concentrano i ristoranti e localini dell’isola …
    Dopo aver preso possesso del nostro alloggio come prima cosa ci rechiamo al supermercato a fare la spesa e da buoni italiani non ci facciamo mancare gli spaghetti !
    Una volta effettuata la spesa e sistemato la roba in casa, siccome abbiamo a disposizione ancora un po’ di tempo prima che cali il sole, facciamo un giro esplorativo dell’isola per avere un assaggio di cosa ci aspettera’ nei giorni successivi.
    L’indomani ci svegliamo bello presto pronti per gustarci il top di St. John: la mitica Trunk Bay.
    Inutile, chi si reca in questa isola lo fa principalmente per questa famosissima spiaggia che dobbiamo assolutamente dire e’ all’altezza delle aspettative (e le nostre erano alte !).
    Non credo ci siano parole adeguate per descrivere questo posto. Gia’ la vista dall’alto lascia senza parole e le fotografie si sprecano xche’ i colori del mare e il paesaggio sono talmente belli che si ha quasi paura di dimenticarseli una volta tornati a casa e si tende ad immortalare il tutto da ogni angolazione quasi come se in questo modo fossimo in grado di renderla ancora piu’ bella agli occhi di chi vedra’ la foto e morira’ di invidia. La verita’ e’ che Trunk Bay non ha bisogno di pubblicita’ xche’ e’ veramente un piccolo gioiellino.
    Essendo parte di un parco naturale occorre pagare un piccolo obolo x l’ingresso ma i 4$ che ci vengono chiesti sono assolutamente ben spesi. Non c’e’ molta gente, un po’ xche’ e’ abbastanza presto e un po’ xche’ comunque siamo in periodo di bassa stagione, quindi abbiamo l’imbarazzo della scelta x decidere dove stendere i nostri asciugamani.
    Ci tuffiamo subito in quest’acqua dalle mille sfumature di turchese e partiamo per il nostro snorkeling tour. Particolarita’ di questo posto e’ che ovviamente essendo americani hanno voluto fare le cose in grande e x agevolare lo snorkeling anche ai meno esperti vi e’ una specie di percorso guidato sottacqua con tanto di cartelli descrittivi sui pesci che si possono a mano a mano incontrare …
    Possiamo assicurarvi che si tratta di un’esperienza davvero memorabile soprattutto se vi capita di fare un faccia a faccia con un barracuda come e’ successo a noi.
    Stavamo nuotando beatamente in mezzo ad un branco di piccoli pesciolini che saranno stati a migliaia. Siccome erano veramente tanti e mi sentivo quasi a disagio, mio marito stava giustamente facendomi notare che bastava che io muovessi un braccio per far aprire il branco e passarci in mezzo tranquillamente. Peccato che, mentre con il movimento del braccio ha aperto un varco per me, ci siamo trovati davanti un barracuda che sara’ stato quasi 1 metro. Giuro che ho ancora impresso nella mente il muso di questo “pesciolone” pur essendo che dalla paura penso di essere tornata a riva a velocita’ record !!!
    Mi ricordo di aver guardato mio marito con gli occhi terrorizzati e di avergli fatto un cenno veloce con la mano x indicargli che io me la sarei data a gambe e in una frazione di secondo stavo gia’ facendo dietro front. Son stata talmente rapida che mio marito nemmeno se n’e’ accorto e ad un certo punto non mi ha visto piu’. Penso che chi mi ha osservato si sia fatto una grossa risata xche’ devo essere stata veramente comica !!!
    Comunque non sono stata l’unica xche’ poi a riva abbiamo sentito di altre persone che hanno avuto un incontro ravvicinato col barracuda anch’essi leggermente spaventati.
    Dopo questa esperienza ho preferito evitare di concludere il mio snorkeling guidato ma di avventurarmi da sola in altre zone dove comunque i pesci colorati non mancavano.
    I giorni successivi siamo andati alla scoperta di altre spiagge altrettanto belle e meritevoli.
    Abbiamo fatto tappa a Honeymoon e Salomon Bay, Cinnamon, Hawksnest e alla Francis che ci e’ piaciuta particolarmente.
    Esaurite le spiagge (no a dire il vero ce ne sono ancora molte altre da vedere), lasciamo St. John x dirigerci verso le Isole Vergini Britanniche.
    Prima pero’ dobbiamo riconsegnare la macchina e come volevasi dimostrare non c’e’ nessuno all’ufficio di noleggio. Il traghetto x Tortola sta x arrivare e non sappiamo come fare cosi’ un’idea ci balena in testa: lasciamo le chiavi all’ufficio di polizia li’ accanto. Ovviamente non appena abbiamo depositato le chiavi arriva il tizio del noleggio cosi’ riusciamo a perdere tempo ulteriore x il controllo della macchina. Dopo aver contato i granelli di sabbia e appurato che erano entro i limiti ;-) il tipo della Courtesy Car Rental ci lascia andare e finalmente riusciamo a salire sul ferry … Goodbye USVI … ora e’ la volta della BVI …
    Prima isola delle BVI che visitiamo e’ Virgin Gorda. Anche qui avevamo noleggiato preventivamente dall’Italia l’auto xo’ a differenza di St. John troviamo i tizi ad attenderci al porticciolo. Ritirata l’auto seguiamo le istruzioni dateci per raggiungere il Guavaberry Spring Villa dove abbiamo prenotato.
    Il posto e’ a dir poco favoloso. Non saprei come descriverlo … innanzitutto e’ in posizione molto tattica xche’ a pochi metri da Spring Bay e The Bath che sono due posti fantastici. E’ tutto molto particolare poiche’ sembra di essere in mezzo al deserto tra cactus e massi granitici (tipo Seychelles x intenderci). Ci fanno un upgrade gratuito ad un bungalow di categoria superiore che ci lascia senza parole. E’ carinissimo, con un’ampia cucina/sala da pranzo, una bella camera da letto e un terrazzo direttamente su un masso granitico con tanto di vista sul paesaggio circostante che e’ splendido. E come se tutto cio’ non bastasse tutti i giorni “mami” (soprannominata cosi’ xche’ assomigliante a mami di Via col Vento) viene a farci le pulizie.
    Una peculiarita’ di questo posto e’ che pur essendo abbastanza ricercato l’atmosfera e’ totalmente famigliare. Alla reception sono gentilissimi e pronti a dare consigli e suggerimenti su come trascorrere al meglio i giorni di permanenza. In piu’ il tutto e’ gestito sulla base dell’ honor system che per noi italiani e’ una cosa quasi inconcepibile. Per chi non lo conoscesse tutto cio’ vuol dire che ci si basa sulla fiducia. Ovvero, se si utilizza la connessione internet (costo 2$ all’ora) tramite il proprio portatile occorre segnare le ore di navigazione effettuate su un block notes e al momento del check out si saldera’ il conto. Stessa cosa se si usufruisce del piccolo supermercato all’interno della struttura dove non vi e’ nessun commesso ma solamente una serie di blocchetti ciascuno x ogni singolo bungalow dove bisogna segnare tutto cio’ che si prende per poi saldare il conto a fine vacanza. Probabilmente se questo sistema funziona non devono ospitare molti italiani ;-) Battute a parte, secondo me tutto questo ha reso il nostro soggiorno li’ ancora piu’ rilassante e indimenticabile.
    Siamo stati a Virgin Gorda x 4 giorni di cui pero’ un giorno dedicato alla visita in giornata di Anegada di cui parlero’ piu’ avanti.
    Virgin Gorda puo’ assolutamente essere considerata all’altezza di St. John se non forse ancora meglio. Ha un sacco di spiagge fantastiche e The Bath vale da sola tutto il viaggio.
    Prima sosta che facciamo e’ a Spring Bay che si puo’ quasi considerare la spiaggia del Guavaberry vista la vicinanza e dal momento che forniscono persino delle sedie a sdraio per i propri ospiti. Qui si ha un piccolo assaggio di The Bath in quanto il paesaggio e’ formato da spiaggette e insenature contornate da imponenti massi granitici.
    Poco piu’ in la’ del Guavaberry si trovano appunto The Bath e Devils Bay che sono l’attrazione principale dell’isola nonche’ ragione per la quale abbiamo scelto di visitare Virgin Gorda.
    Per entrare a The Bath bisogna pagare 3$ di ingresso. Una volta entrati si puo’ scegliere di raggiungere la mitica Devils Bay con un sentiero oppure passando all’interno di The Bath i cui massi granitici formano un percorso. Naturalmente abbiamo scelto questa seconda opzione per poter godere appieno del paesaggio assolutamente particolare. Il tutto e’ anche molto divertente e offre un sacco di spunti per bellissime foto. Finalmente sbuchiamo nella splendida Devils Bay che e’ un piccolo paradiso. Piccolo xche’ effettivamente la spiaggia non e’ vastissima ma non c’e’ molta gente e c’e’ persino qualche ombrellone libero (non preoccupatevi gli ombrelloni sono di paglia e si intonano perfettamente con il paesaggio circostante). Il posto e’ davvero incredibile e con il nostro cavalletto ci auto-facciamo un book fotografico. L’acqua e’ splendida, la temperatura e’ ideale … e’ tutto cosi’ perfetto e romantico e ci rilassiamo e godiamo questo angolo di paradiso finche’ il sole ce lo permette dopodiche’ rientriamo al Guavaberry per gustarci il tramonto comodamente sdraiati sui lettini nel terrazzo del nostro bungalow.
    Ma Virgin Gorda ha molto altro da offrire e lo scopriamo nei giorni successivi. Mahoe Bay e Savannah Bay x esempio sono altre due spiagge la cui bellezza lascia senza fiato. Ci si accorge di questi due gioellini gia’ dalla vista panoramica dall’alto ed i colori del mare sono talmente invitanti che e’ impossibile andare oltre e non scendere in spiaggia. Difatti e’ qui che abbiamo trascorso il resto del nostro soggiorno a Virgin Gorda … a oziare tra una spiaggia e l’altra peraltro tutte deserte.
    L’ultimo giorno lo abbiamo impiegato per andare a vedere Anegada con il ferry che effettua il trasferimento andata e ritorno in giornata.
    Prima di partire mi ero innamorata di questa isola vedendo una foto scattata al bar sulla Cow Wreck Beach. Quella foto mi aveva talmente colpito che avevo deciso ne avrei dovuta fare una uguale xche’ mi sono immaginata a sorseggiare un cocktail seduta su quegli sgabelli guardando il mare perdersi davanti a me. La stessa immagine l’ha avuta mia marito e cosi’ abbiamo deciso che Anegada avrebbe fatto parte dell’itinerario. Inizialmente volevo trascorrervi una notte ma era difficile far coincidere i trasferimenti con i ferry e le pensioni che avevamo contattato non ci rispondevano … cosi’ abbiamo deciso che ci saremmo fatti guidare dal caso una volta la’ e che avremmo deciso all’ultimo se fermarci piu’ di un giorno o meno. Una volta arrivati abbiamo scoperto il xche’ nessuno ci aveva considerato … difatti sull’isola non c’era anima viva. Cow Wreck Beach era completamente deserta e il bar sembrava abbandonato ! Alla faccia della bassa stagione !!! Per qualcuno tutto cio’ puo’ sembrare triste e noioso ma x noi non lo e’ e anzi, ci siamo goduti lo splendore del posto ancora di piu’. Ci sentiavamo un po’ padroni dell’isola tant’e’ vero che mio marito si e’ persino messo a rastrellare la spiaggia x togliere qualche alghetta che si era depositata e che rovinava le nostre fotografie ! La giornata e’ effettivamente trascorsa molto lentamente ma essendo noi amanti del mare non abbiamo avuto difficolta’ sul come impiegare il tempo. Relax e’ stata la parola d’ordine ma ci siamo anche sbizzarriti a fare gli scemi e qualche foto buffa con la scusa che nessuno ci vedeva. Unica pecca e’ che non ho potuto fare la mitica foto al bar col cocktail in mano ma pazienza !
    Il giorno successivo lasciamo Virgin Gorda x Tortola che devo dire e’ l’isola che mi e’ piaciuta meno. Puo’ essere dovuto a diversi motivi, vuoi che dopo St. John, Virgin Gorda e Anegada, ovvero 3 isole spettacolari, si diventa abbastanza esigenti. Vuoi xche’ non ci abbiamo dedicato molto tempo e quindi probabilmente non l’abbiamo visitata con lo spirito giusto. E vuoi xche’ dopo essere passati dall’essere su isole semi-deserte qui abbiamo trovato piu’ confusione (se cosi’ si puo’ chiamare visto che si tratta comunque di un’isoletta e non di una metropoli !) e un’atmosfera meno rilassante delle altre isole.
    Fatto sta che decidiamo di affittare la macchina per andare a scoprire le varie spiagge che facevano la nomea di Tortola. E cosi’ cominciamo … Cane Garden Bay, Smuggler’s Cove, Long Bay, Brewers Bay, Josiahs Bay … tutte belle spiagge con le loro caratteristiche ma che purtroppo non ci lasciano moltissimo.
    Il secondo giorno a Tortola lo impieghiamo invece x andare a Peter Island dove vi e’ lo “chicchissimo” omonimo resort. Ci imbarchiamo sul ferry privato dell’hotel che in 15 minuti ci porta a destinazione. Qui una volta scesi veniamo portati con un cart sulla spiaggia di Deadmans Bay, la piu’ bella ! Ci sentiamo quasi persone importanti con tutta questa attenzione verso l’ospite e il fatto che veniamo trasportati su questo trabiccolo anziche’ dover spostarci a piedi come siamo abituati a fare, cosi’ ci godiamo questo momento VIP.
    La spiaggia e’ effettivamente molto bella come avevo sentito dire. Vi sono cartelli ovunque che chiedono ai turisti in visita giornaliera di non disturbare e non invadere la privacy degli ospiti dell’hotel in quanto qui vengono a rilassarsi molti personaggi celebri. E’ anche richiesto, per le stesse ragioni, di non occupare ombrelloni e lettini ma siccome siamo in bassa stagione e l’hotel non e’ affollato ci mettiamo in un angolino e ci accomodiamo clandestinamente. Non vi e’ molto da fare se non ravvivare la tintarella e tuffarsi in queste splendide acque ed e’ quello che facciamo finche’ non e’ l’ora di risalire sul ferry e tornare a Tortola dove ci gusteremo poi una succosa cena.
    Il giorno dopo partiamo x l’ultima tappa di questo viaggio alle Isole Vergini: Jost Van Dyke.
    Siamo contentissimi di aver tenuto questa isola per ultima xche’ e’ davvero una perla.
    Abbiamo prenotato il nostro soggiorno alla White Bay Villas affacciata sulla bellissima White Bay. Quando attracchiamo al porto non abbiamo nessuno ad aspettarci xche’ avevamo deciso di raggiungere la location autonomamente con un taxi o addirittura a piedi visto che era dietro l’angolo ma durante la nostra scarpinata con valigie, zaini, borse e borsette su x la collina … incontriamo delle persone gentili che si fermano x darci un passaggio e dietro a loro i gestori della White Bay Villas che sapendo del nostro arrivo avevano deciso di venirci incontro. Saliamo quindi sulla loro jeep ed invece di portarci alla villa ci portano a fare un giretto a Great Harbour. Qui si trova il fulcro dell’isola ma e’ davvero grosso come un coriandolo e non ci mettiamo molto … il giro turistico dura leggermente piu’ del previsto x il semplice fatto che qui essendo l’isola molto molto piccola si conoscono tutti e quindi ogni 3 secondi ci fermiamo a salutare qualcuno.
    Una volta arrivati finalmente alla villa rimaniamo senza parole. E’ tutto cosi’ bello. Per chi non lo sapesse la White Bay Villas di solito viene affittata in blocco x gruppi di persone (6-8) ma se un mese prima del periodo interessato non hanno ricevuto prenotazioni allora viene gestita tipo B&B e vengono affittate le stanze singolarmente. Questo e’ quello che e’ successo a noi, essendo che la villa era vuota ci hanno affittato la camera con la soluzione di B&B. Naturalmente il prezzo non e’ regalatissimo, forse leggermente piu’ alto di altre sistemazioni qui sulla White Bay, ma noi siamo rimasti soddisfatti della scelta e se dovessimo mai ricapitare a Jost Van Dyke siamo sicuri che e’ qui che vorremmo soggiornare !!
    La villa e’ enorme … c’e’ un grandissimo open space con cucina e salotto con tanto di TV e lettore DVD. Due ampi terrazzi che si affacciano sulla splendida White Bay dove abbiamo consumato tutti i nostri pasti. E poi le camere belle e spaziose con bagno privato. Il tutto a due passi dal mare ! Non potevamo volere di piu’ e credetemi … non sto esagerando !
    Sistemata la nostra roba scendiamo subito in spiaggia dove ci dicono sia molto probabile avvistare delle tartarughe facendo snorkeling. Siamo pero’ sfortunati e nonostante tutta la mattina a mollo non ne vediamo nemmeno una. In compenso pero’ abbiamo visto tantissimi pesci coloratissimi. Nel pomeriggio veniamo informati dell’arrivo di altri due ospiti. Siamo quasi dispiaciuti di non avere la villa tutta x noi ma fortunatamente si tratta di due ragazzi simpatici con i quali non fatichiamo a stringere amicizia. Vengono da Philadelphia, Stati Uniti, cosi’ abbiamo modo anche di esercitare il nostro inglese. Per cena li invitiamo a dividere con noi un piatto di spaghetti e devo dire sono rimasti molto soddisfatti.
    Ci mettiamo d’accordo per dividere il costo del noleggio di un gommone per raggiungere Sandy Spit l’isoletta grande come uno sputo (da li’ probabilmente il nome !). Cosi’ il giorno successivo ci cimentiamo in questa avventura visto che dobbiamo improvvisarci navigatori esperti. A dir la verita’ non ci vuole molta esperienza x guidare un gommone, solo un minimo di accortezza che direi non ci manca cosi’ saliamo e partiamo !
    Sandy Spit e’ davvero minuscola ma molto molto carina. Ci mettiamo la maschera e partiamo subito x lo snorkeling dove ahime’ … niente tartarughe bensi’ nuovamente un barracuda ! Sara’ mica stato quello di Trunk Bay che sentiva la nostra mancanza ?!?! Questa volta pero’ non me la sono fatta sotto come a St. John difatti mi sono solo limitata a cambiare strada e ho proseguito il mio giretto anche se di tanto in tanto l’occhio lo buttavo x paura di trovarmelo attaccato al sedere !
    Mezza giornata e’ passata in fretta e dobbiamo rimetterci in marcia x riconsegnare il gommone.
    L’ultimo giorno a Jost Van Dyke lo abbiamo trascorso nuovamente a White Bay tra snorkeling, passeggiate e qualche painkiller al Soggy Dollar Bar il cui nome deriva dal fatto che tutti quelli che arrivavano qui in barca a vela, si tuffavano x raggiungere il bar a nuoto e pagavano con i dollari zuppi, e questi venivano appesi ad asciugare su una corda x stendere che e’ tuttora presente ! Passiamo poi da Ivan a saldare il nostro conto xche’ anche questo posto e’ gestito con l’Honor System. E poi ahime’, ci concediamo l’ultimo bagno in questo splendido paradiso … completamente nudi !!! Ovviamente xche’ come al solito c’eravamo solo noi … o meglio, cosi’ pensavamo visto che al nostro rientro in villa abbiamo trovato i nostri coinquilini seduti comodamente sul terrazzo !!! Probabilmente si sono goduti la scena durante la cena (gli americani cenano presto) e quello e’ stato il dessert ;-)
    Con questa birichinata si e’ concluso il nostro viaggio in questi paradisi tropicali.
    Difatti il giorno dopo torniamo a St. Thomas dove prima di prendere l’aereo x Chicago ci concediamo ancora qualche ora di shopping a Main Street. Dopo aver acquistato gli ultimi souvenir ci rechiamo in aeroporto e qui si’ che possiamo veramente dire goodbye alle Isole Vergini.
    Ci fermiamo a Chicago per un giorno a salutare definitivamente mia sorella che rivedro’ poi a Natale e x spezzare il lungo viaggio di ritorno verso casa ma non ce la scampiamo … dopo 1 mese purtroppo siamo costretti a rimettere piede a Genova e lentamente insieme al relax se ne va pure l’abbronzatura. Fortuna che almeno i ricordi restano !!!

    Per concludere, le Isole Vergini sono una meta splendida e la consiglio caldamente. Se dovessi fare una scelta tra le isole che ho visto sicuramente suggerirei di non mancare visita a St. John, Virgin Gorda e Jost Van Dyke. Se poi vi scappa, infilateci pure Anegada !!! Inoltre, sul discorso stagione … se siete fortunati come noi di non incappare in un uragano (tra l’altro proprio mentre stavamo x lasciare Chicago x St. Thomas ne era in arrivo uno che si e’ dissolto. Probabilmente xche’ era spaventato di incontrarmi visto che anche io sono un piccolo ciclone !!!!) nella bassa stagione troverete prezzi piu’ bassi e piu’ intimita in quanto le isole sono abbastanza deserte. E’ anche vero xo’ che la maggior parte dei ristoranti e locali famosi (come Foxy, Bomba’s Shack, Sandbox Bar solo x citarne alcuni) sono chiusi in quel periodo a causa della bassa affluenza. Quindi vedete un po’ voi … l’importante e’ che prima o poi ci andiate xche’ meritano davvero.

    P.S.: per organizzare un viaggio del genere gli ingredienti fondamentali sono: internet, tempo da dedicare alla panificazione, tanta pazienza e un po’ di fiducia in voi stessi. Tutto il resto e’ optional ! Ok, forse no … ci vogliono pure un po’ di soldini ma comunque con quegli ingredienti, qualunque posto decidiate di visitare la ricetta sara’ sicuramente un successone e vi dara’ un sacco di soddisfazione ! Provare x credere ;-)

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