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Da Siem Reap a Phnom Penh

Partenza alle 9 di mattina da Siem Reap con mini Van da 9 posti per raggiungere la capitale della Cambogia: Phnom Penh.
Esistono molte compagnie che effettuano il viaggio a prezzi economici ed un ottimo servizio: Capitol Transport, Sorya Transport, Mekong Express e molte altre.
Io ho scelto un mini Van prenotato direttamente dalla Babel Guest House al prezzo di 10 dollari, compreso un tuk tuk gratis per il trasporto dalla Guest House alla compagnia di Bus.
Appena saliti a bordo ci offrono una bottiglia d’acqua e un panino.
Il viaggio prevede uno stop a metà strada e l’arrivo a Phnom Penh in 4 ore e mezza ma… salvo inconvenienti.
Nel mio caso dopo 2 ore è ‘esplosa’ una ruota! Abbiamo quindi perso circa un ora per il cambio sotto un sole di 40 gradi…
All’arrivo ho scelto il Paragon Hotel consigliato dalla Lonely Planet ed effetti è uno dei migliori per qualità prezzo (23 dollari la singola/doppia). La qualità delle strutture alberghiere però è pessima e se si scende sotto i 20 dollari a notte si trovano Guesthouse con strutture decadenti.
Il primo impatto con la capitale non è stato dei migliori… La città è molto degradata, buia e dà l’impressione di non essere molto sicura di notte. Ma sono solo impressioni…

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Floating Village, Siem Reap

Mattinata dedicata la Villaggio Galleggiante di Chong Kneas meta molto frequentata dai turisti per poter vedere qualcosa di diverso dai templi di Angkor e soprattutto per immergersi in uno stile di vita completamente diverso dal nostro. Per visitare il villaggio è necessario affittare una barca per 20 dollari a persona (se si è da soli) oppure 10 dollari se si è in più persone (ma la mia impressione è che non sia tutto ben definito…fate attenzione). L’imbarco di trova sotto la collina del Phnom Krom a circa 10 km da Siem Reap centro.
Per ragiungerlo con un tuk tuk si spendono circa 2 dollari.
La visita del villaggio purtroppo è diventata molto turistica e se ne approfittano facendo tappa in palafitte di souvenir, bar e una palafitta dove vendono quaderni da dare ad una scuola sul lago ma a prezzi assurdi.

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Per questo se volete portare qualcosa ai bambini del villaggio comprate quaderni e penne direttamente in centro città prima dell’escursione.

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Consigliamo la visita nel pomeriggio per poter abbinare, durante il tramonto, la collina del Phnom Krom da cui si gode una splendida vista del lago e delle risaie circostanti.

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Angkor Wat, Siem Reap

Martedi 2 Marzo ore 8 e 30, esco dall Babel Guest House di Siem Reap e sono pronto per scoprire una delle Meraviglie del Mondo, il complesso Angkor.
Il più spettacolare edificio è l’Angkor Wat ed considerato il più grande monumento religioso del Mondo.
L’edificio fu costruito come tempio funerario del re Suryyavarman II e dedicato alla divinità Vishnu. Una caratteristica importante è che si rivolge ad Ovest a differenza di tutti gli altri edifici e per questo si consiglia di visitarlo dopo pranzo o al tramonto per godere della luce migliore.

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Proseguendo all’interno dell’ area di Angkor si trova una grande zone fortificata chiamata Angkor Thom che fu costruita su una superficie di 10 Kmq. La principale attrazione è il Bayon, uno stupendo complesso caratterizzato da 216 giganteschi volti di pietra.

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A poca distanza molto bella è anche la terrazza degli elefanti lunga ben 350 metri e usata un tempo come tribuna per assistere a manifestazioni. Infine, tra le decine di altri templi presenti, è da evidenziare lo spettacolare Ta Prohm sicuramnete il più suggestivo edificio di Angkor e completamente immerso nella natura. La sua struttura è spesso abbracciata da le gigantesche radici di alberi secolari, la luce che filtra dalla vegetazione crea particolari effetti dando al luogo un fascino particolare.
Entrando nel sito è possibile immergersi in stretti passaggi, cortili e torri. Qui venne ambientata una scena del famoso film ‘Tomb Raider’ e vi è un albero che prende il nome del film proprio nel Santuario Centrale.

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Questo è solo una piccola parte dell’immenso complesso di monumenti e templi. Per l’ingresso è possibile acquistare un ticket per 1, 3, 7 giorni.
Il costo di un singolo biglietto è di 20 dollari, per 2 giorni di 40 dollari e per 7 giorni 60 dollari.

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Dalla Thailandia alla Cambogia

Dopo 4 ore di bus da Bangkok arrivo al confine con la Cambogia. Arrivando con un bus da Khao San Road vi lasceranno circa 500 metri prima della frontiera. Vi sara’ un agenzia che vi aiutera’ a compilare il visto. Potete anche fare da soli ed avviarmi a piedi alla frontiera. Se non avete fatto il visto online, pagerete circa 20 dollari, sbrigherete le formalita’ e sarete a Poipet in Cambogia. Qui si vede subito la differenza con la Thailandia… un vero posto di frontiera con tipi non del tutto raccomandabili ma non ci sono pericoli.

Da Poipet vi consiglio di prendere un taxi collettivo che n meno di 2 ore vi portera’ a Siem Reap. Da solo un anno hanno asfaltato l’ unica strada presente e il viaggio e’ molto piu semplice.

A Siem Reap ho fatto un giro fuorila citta’ e la poverta in cui vivono non si puo’ descrivere… Domanivedro’ una delle meraviglie del Mondo….Il complesso di Angkor

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Wat Benjamabophit, Bangkok

Wat Benjamabophit
Questo tempio venne costruito solamente all’inizio del 1900 e si trova vicino allo Zoo di Bangkok in zona Dusit.
La struttura è molto bella e circondata da un giardino e rappresenta un mix di stile thai e Europeo.
Il Tempio viene detto anche ” Tempio di Marmo” per le mura in Marmo di Carrara.
Se possibile, visitate il tempio di primo mattino per assistere ad una cerimoni dei Monaci che si dispongono in fila davanti al tempio e attendono i doni dei fedeli.
Questa caratteristica usanza è possibile vederla dalle 6 e 30 alle 7 di mattina.

Wat Rajnadda, Bangkok

Wat Rajnadda, Bangkok

Raggingibile facilmente da Khao San Road e a soli 5 minuti dal Monumento alla Democrazia, il Wat Rajnadda non è un classico tempio che si visita a Bangkok ma è molto carino e viene anche chiamato “Monastero del Ferro” per le 37 guglie in metallo nero (ogni guglia rappresenta una virtù per raggiungere l’illuminazione)
Dietro il Monastero si trova il principale Mercato degli Amuleti della città. Troverete molte piccole bancherelle che vendono ogni tipo di Amuleto e Buddha.

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Big Buddha Wat Indraviharn

A nord del quartieri di Banglamphu c’è un tempio molto visitato per una immensa statua del Buddha alta ben 32 metri.
Questa statua è la più grande del Mondo tra quelle che lo rappresentano in questa posizione.
Ai piedi del Buddha vi un carino complesso spirituale da visitare.
La zona intorno al Tempio è circondata da molti tuk tuk che vi offriranno giri della città per pochi bath ma non cascate nell’inganno. In questi casi vi porteranno in alcuni negozi nei quali cercheranno di farvi comperare qualcosa.
Se prendete un Tuk Tuk cercate sempre di definire il percorso e siete categorici, altrimenti prendete un taxi o i mezzi pubblici.

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Mini Tour di Bangkok

Domenica 28 Febbraio, esco dal mio resort in Khao San per scoprira la Bangkok non visitata nel 2007.
Con un simpatico tuk tuk, visito il Monumento alla Democrazia, il Wat Rajnadda, il grande Budda del Wat Indraviharn, il Wat Benjamabophit nella zona di Dusit, il museo delle barche reali e il Wat suthat.

Il Museo delle Barche Reali lungo il Khao Praia non  è molto bello (considerando anche che il costo per entrare è di 100 bath e altri 100 se si vuole entrare con la macchina fotografica) ma se si raggiunge da Thon Buri si può attraversare a piedi una zona molto vera di Bangkok. Case semplici e tante persone che vivono alla giornata. Non è semplice vedere e immergirsi in questa realtà ma di sicuro in questo modo si può vedere un fotogramma di vita reale e non turistica di Bangkok.

Giunti poi al Museo è possibile pagare il tiket ed entrare per vedere le imbarcazioni da vicino oppure vederle dal pontile essendo una struttura aperta nei lati

Domani alle 6 e 30 bus per Siam Reap in Cambogia, mi aspettano 10 ore di pullman per fare 350 km, strade non asfaltate e l’incognita dello ‘Scan Bus’, l’autobus fragatura…. Vi aggiornerò.

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CadillacTrip.it in viaggio tra Thailandia e Cambogia. Seguiteci su http://www.cadillactrip.it/blog/category/il-viaggio-in-diretta/

La terra dei sorrisi, Thailandia

Dopo l’esperienza dello Sri Lanka, io e Filippo abbiamo deciso di conoscere più da vicino i luoghi, le genti e i costumi del Sud Est Asiatico, scegliendo la Tailandia. Volo di linea China Airlines, con ogni comfort, e soggiorno 4gg/3 notti a Bangkok, 1 settimana tour Tutta Tailandia ed 1 settimana soggiorno mare a Koh Samui (con Settemari-amo l’Oriente). Tutte le escursioni erano comprese nel ns. tour, con bus privato con A/C e con guida locale parlante italiano. TOUR DI BANGKOK E DINTORNI: Bangkok è una città incredibile, con un traffico caotico anche per i tuk-tuk e dal quale non si riesce a svicolare, dove si alternano due realtà completamente differenti: i centri commerciali super affollati del World Trade Center ed i monasteri silenziosi. Abbiamo iniziato con la visita al Grande Palazzo (Phra Borom Maha Rajawang) che riassume, nelle sue composite architetture due secoli di storia, e di seguito con il Wat Phra Keo, grande recinto che racchiude diverse costruzioni tra le quali, la più nota, è il tempio del Buddha di smeraldo, massima sede religiosa del Paese. Poi siamo passati al Wat Traimit: che ospita una statua alta 3 mt. del Buddha d’oro e al Wat Po: dove giace il Buddha disteso, lungo 46 mt e alto 51 mt, tutto ricoperto di foglie d’oro e con gli enormi piedi ricoperti di madreperla. Poco distante abbiamo visto il Wat Beanchambophit, con il Buddha di marmo.

Tutti questi luoghi sacri per i buddisti, anche ai nostri occhi di occidentali cattolici hanno fatto un certo effetto, soprattutto per l’atmosfera surreale creata dai profumi degli incensi, dalle candele, dalle luci soffuse, dai petali di fiori sparsi sul pavimento, ma anche dal grande silenzio e dal raccoglimento dei tanti fedeli che durante le nostre visite abbiamo trovato in preghiera e nel momento di offerta dei loro doni al Buddha (è infatti tradizione depositare ai piedi delle statue ciotole con acqua, cibo e fiori, oltre che foglietti d’oro da appiccicare sulla statua come per ricoprirla). Chinatown è affascinante, come in ogni città in cui la comunità cinese ha creato il suo ghetto: i mercati strapieni di frutta e cibi stranissimi, la stradina dei tagliatori di pietre preziose, le gioiellerie ed un sacco di altre curiosità (farmaci tradizionali, indovini ecc.). Patpong è il mercato notturno di Bangkok, molto pittoresco sia per la frutta ed i cibi che per i prodotti contraffatti di ogni genere, dai CD, alle borse, all’abbigliamento.

 E’ anche molto “in auge” per essere la zona dei locali a luci rosse: verrete infatti avvicinati da decine di ragazzi che vorranno condurvi a vedere sexy show anche e soprattutto in compagnia del vostro fidanzato/marito o fidanzata/moglie, o da altri che con alla mano un vero e proprio menù con disegni esplicativi vi proporranno ogni tipo di massaggio erotico o prestazione particolare a seconda delle vostre esigenze!!! Proprio sui lati del mercato e lungo tutto l’isolato, vi sono dei tuguri ammuffiti simil-garage/disco-bar dal cui interno proviene musica house a palla, e semplicemente passandovi davanti potrete scorgere le schiere di giovanissime tailandesi che ballano seminude sui cubi o appese ai pali da lap-dance in attesa di offrirsi a clienti. Per tornare a qualcosa di pittoresco ma sicuramente più interessante, c’è il mercato galleggiante di Damnonensaduak: vale la pena fare la levataccia all’alba e le due ore di bus per arrivare a questo villaggio dove ci si imbarca su lance velocissime che sfrecciano nei canali tra le palafitte del villaggio e che conducono al centro del mercato galleggiante, dove i contadini vendono le loro mercanzie direttamente dalle loro barchette, affiancandosi gli uni agli altri, e addirittura c’è chi vi cucina carne e pesce e li vende pronti per il consumo sia a locali che ai turisti. AYUTTHAYA: è la vecchia capitale distrutta dai Birmani ma ha ancora il fascino del passato glorioso seppur ormai quasi tutta in rovina; durante la nostra visita le pagode e le statue di Buddha erano tutte ricoperte da drappi gialli per una celebrazione che gli conferivano ancora di più un’atmosfera particolare. BANG PA: è il Palazzo d’Estate, ovvero la residenza estiva dei reali, con un giardino curatissimo con enormi cespugli potati a forma di elefanti e un gusto particolare per l’arredamento inglese dell’800. Quando lo abbiamo visitato noi era da poco passata una celebrazione per il compleanno della Regina, motivo per cui tutto il palazzo era stato tirato a lucido e addobbato con ogni genere di orpello e fiori freschi in ogni angolo. LOPBURI: nei resti dei templi e delle pagode khmer si riflettono gli echi della regnanza cambogiana che vi fu fino al XII secolo, prima dell’avvento del Thai, anche se purtroppo i tailandesi non brillano per la conservazione del loro patrimonio storico/architettonico.

Da PHITSANULUKE a SUKHOTHAI ci si trova veramente a contatto con la Tailandia rurale e più tradizionale. Una lunga distesa senza soluzione di continuità di colorati campi di riso, palme da banana e altre coltivazioni tropicali si susseguono fino a SUKHOTHAI, la prima capitale del Siam. Bellissimo il tempio dell\’antico Grande Palazzo ed una statua del Buddha alta 15 mt; fuori dal Tempio si trovano ambulanti che nei loro banchetti vendono tartarughe acquatiche e serpenti d’acqua nei pacchettini di nylon e uccellini in gabbia; i fedeli li acquistano e li portano a benedire dentro il tempio dopodiché una volta terminato il loro rito religioso escono e liberano le tartarughe ed i serpenti in acqua e gli uccellini in volo, in segno di offerta al Buddha.

LAMPANG: ha forme architettoniche originali e distintive, con bellissime pagode e templi, finemente e riccamente decorati, influenzati dall’antico Regno di Lanna di cui Lapang fece parte per un lungo periodo. CHIANG MAI: viene detta la rosa del Nord, qui si incontra la Tailandia più vera, dove vivono le minoranze etniche ancora oggi legate alle loro antiche tradizioni. Il tempio Doi Suthep sorge sulla vetta di un monte e lo si raggiunge tramite una lunga scalinata di oltre 300 gradini affiancata da due serpenti Naga, dove sono custodite le reliquie di Buddha; il tempio è costituito da tante piccole pagode decorate con draghi e campane dorate (tra l’altro questo è il tempio che appare all’inizio del film Rambo III, quando il reduce dal Vietnam John Rambo si ritira in un monastero buddista e si dedica alla ricostruzione dello stesso insieme ai monaci, se vi capita di rivederlo fateci caso). Dietro il tempio si trova un punto panoramico, dalla cui sommità si scorge il famoso triangolo d’oro: il confine tra Tailandia, Laos e Mayanmar segnato dal fiume Mekong; molto suggestivo.

CHIANG RAI: è la città che segna il confine con il Myanmar (l’ex Birmania) ed ha proprio l’aspetto del villaggio di confine, pieno di gente che passa i controlli alla dogana (un ponte con 2 poliziotti!) con sacchetti e borse della spesa e con carrettini carichi di generi di conforto, che entra ed esce dal Paese. Nei dintorni ci si ferma a visitare alcuni villaggi, centri di produzione artigianali di lacche e articoli in legno intagliato. Inoltre nelle vicinanze si trova “la scuola degli elefanti”, dove viene insegnato agli elefanti a lavorare, a trainare i tronchi e a portare i carichi. Un’escursione degna di nota è quella a Mae Hong Son: dopo un breve giro al mercato ricco di prodotti tipici e di artigianato locale, si risale il fiume Ping e si raggiunge un villaggio ai confini con il Myanmar dove vive una popolazione di etnia Akha, famosa per “le donne giraffa”. A tutte le femmine fin dall’età di cinque anni vengono messi al collo anelli di ottone allo scopo di allungarlo come simbolo di bellezza e di anno in anno ne vengono aggiunti. Questa pratica era stata vietata dal governo, infatti una volta rimossi i cerchi, il collo non era più in grado di reggere il peso della testa causando la frattura del collo e quindi la morte delle donne. Purtroppo però, dato l’afflusso di turisti che ogni anno si reca nella zona attirata dalla particolarità di queste donne, il governo ha nuovamente autorizzato la pratica del cerchiaggio del collo, al fine di garantire gli introiti economici derivanti dal turismo. Quindi nel villaggio si possono vedere bambine di pochi anni, ragazze e donne nel loro variopinto costume tipico con lunghi colli ornati con anelli in bronzo. Ora veniamo agli hotel dove abbiamo soggiornato.

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In diretta da Khao San Road

Eccomi a Bangkok, sono arrivvato alle 20 a Khao San Road la strada sibolo e luogo di ritrovo di tutti i viaggiatori che volgiono scoprire l’asia.
La sera a Khao San Road c’è il delirio, in una stretta strada di circa 400 metri ci sono migliaia d persone che passeggiano, mangiano o bevono qualcosa nei tantissimi bar/ristoranti.

Arrivo al mio hotel contattato prima della partenza, Siam Orienta Inn. Volevo riscoprirlo dopo averci passato qualche ora nel 2007 ma è stata una tragedia… La Guesthouse è improponibile…Non avevano una stanza con il condizionatore e per il caldo e lo sporco ho dovuto cambiare… Khao San resort, a soli 10 metri dal precedente offre sistemazioni ottime a soli 20 euro. Qui soggiornerò per i 2 giorni di Bangkok.

Stasera un breve giro a Khao San e da domani andrò alla scoperta della Bangkok non visitata nel dettaglio nel 2007.

CadillacTrip.it in viaggio tra Thailandia e Cambogia.