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la Leggenda delle cascate di Iguaçu

Al confine con il Paraguay e l’Argentina, il sud del Brasile ci propone un capolavoro della natura: le Cascate di Iguaçu.
Una leggenda degli indios attribuisce le cascate di Iguaçu all’opera diretta del loro dio, il Dio Serpente padrone del mondo. La storia narra di come la figlia del loro capo tribù, una ragazza di nome Naipi, a causa della sua straordinaria bellezza fosse stata destinata a vivere esclusivamente al servizio del Dio Serpente, dal curioso nome M’Boy. Ma la ragazza, innamoratasi di un giovane guerriero del villaggio e da questi corrisposta, un giorno fuggì con l’amato lungo il fiume. Il Dio Serpente, accortosi dell’improvviso gesto, per vendetta creò un’enorme spaccatura nella roccia facendovi precipitare il fiume, e con esso i due giovani, trasformando Naipi in una roccia ai piedi della cascata e il giovane guerriero in una palma ai bordi dell’abisso. In realtà, la formazione delle cascate di Iguaçu (che nel linguaggio degli indios della zona significa “grandi acque”) risale a 120 milioni di anni fa, causata da una profonda spaccatura della crosta terrestre. A scoprirle fu un avventuriero spagnolo, Don Alvaro Nunez, nel 1542, ma la loro importanza, dal punto di vista turistico, e in parte naturalistico, è maturata solo nel XX secolo.


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