Isola delle bambole, Messico

Uno dei luoghi più terrificante del Mondo

Esiste un luogo, nel lontano e bellissimo Messico, che di bello non ha proprio nulla ma tutt’altro, un luogo misterioso e macabro che potrebbe essere proposto per un nuovo film dell’Horror; Stiamo parlando di Isla de las Munecas, ovvero l’Isola delle Bambole. Potete amarle e collezionarle all’Infinito, ma questo incredibile luogo spaventerà anche a voi.

Quest’Isola si trova in una laguna non molto lontana da Città del Messico, ed è l’unica attrazione del genere al Mondo.

isola delle bambole 3

L’idea macabra è venuta a Don Julian Santana, un uomo che un giorno decise di lasciare moglie e figlia per trasferirsi in questa piccola isola.

La leggenda narra che poco dopo il suo arrivo una bambina annego misteriosamente nella laguna, alcuni suppongono che sia stato proprio lui ad ucciderla, fatto sta che Don Julian in “onore” di questa bambina, diciamo così, inizio ad impiccare bambole ai rami degli alberi che fiancheggiavano la laguna.

isola delle bambole

Nell’isola ci sono centinaia e centinaia di bambole, chi mutilata, chi senza occhi, chi decapitata, chi messa in una posizione innaturale come possedute dal demonio, i loro sguardi tristi e senza vita, nonostante un tempo fossero bambole per allietare bambine, è davvero incredibile, e l’impatto iniziale vi lascerà senza fiato.

Alcuni turisti sostengono inoltre di aver visto le stesse bambole in una posizione differente tra l’andata e il ritorno di strada, suggestione o realtà, solamente l’idea rende il luogo ancora più misterioso.

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E’ possibile anche passare la notte in alcune tende proprio al di sotto delle bambole impiccate, ma bisogna sicuramente avere del fegato, visto che già di giorno è un luogo incredibilmente spaventoso.

Raggiungerlo non è facile, ma sicuramente merita una gita, visto anche il fatto che non vi è luogo simile in nessuna altra parte del Mondo.

Isola delle bambole

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Posted by on gennaio 7, 2015. Filed under Curiosità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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